Stamattina ho preso il treno per andare da un'amica. Mentre ero lì a leggere aspettando che partisse arriva una ragazza e si siede di fronte a me. E' molto carina, vestita in modo semplice, con uno zainetto piccolo e poco carico. Mi fa un sorriso e anche lei si mette a leggere. A un certo punto qualcuno nello scompartimento si mette ad ascoltare una specie di musica pop arabeggiante, sparandola a chiodo da un cellulare. Sollevo la testa infastidita cercando di capire chi sia l'idiota, e così incrocio lo sguardo della ragazza, che mi fa un sorriso e in un italiano corretto ma un po' stentato mi dice Ti dà fastidio la musica quando leggi? Io, ancora infastidita, le abbozzo un mezzo sorriso, ma lei non demorde Infondo mettono allegria, fanno sentire a tutti un po' di musica, può essere un modo di stare insieme. Il suo sorriso attira completamente la mia attenzione, adesso. Ha un'espressione di una serenità irresistibile, non riesco a non sorridere anche io sentendomi la classica italiana un po' isterica e poco disponibile alla comprensione. La guardo negli occhi: non ho mai visto uno sguardo più pulito, schietto, dolce e infinitamente felice. Sono azzurri, enormi, la carnagione chiarissima con un po' di lentiggini e i capelli lunghi e mossi, ramati, raccolti in una coda morbida. Continua a sorridermi e a guardarmi con curiosità spontanea, e allora ho fatto una cosa che non faccio praticamente mai in treno sono un orso: ho chiuso il libro e l'ho ascoltata. Parlava con un accento marcatamente francese per cui le ho chiesto di dove fosse. Di Ginevra, mi dice, e sta andando a Padova. Ma poi aggiunge che in realtà Padova è solo la sua prima tappa: sta andando in Libano, a trovare suo padre e la parte della sua famiglia che vive lì. E ci sta andando in treno. Ha paura di volare, dice, e allora preferisce viaggiare con calma, prendendosi la libertà di fermarsi a vedere le città che incontrerà lungo il tragitto. Dopo Padova vuole andare a Belgrado, poi Sofia, e poi non ha ancora deciso. Da sola?, le chiedo io con preoccupazione evidente nella mia voce. Si, mi dice lei tranquilla, tanto ho solo questo zaino, come se fosse una questione di bagaglio. E aggiunge che in viaggio proverà a studiare qualche frase in turco: vorrebbe fermarsi anche a Istanbul e crede che sia la via migliore per farsi capire. Abbiamo chiacchierato fino alla mia fermata, che è arrivata fin troppo presto. Si chiama Lena, e credo di non aver mai incontrato una persona così speciale in tutta la mia vita, una che irradiasse serenità e gioia di vivere in maniera tanto contagiosa. Mi sarebbe piaciuto molto poterla conoscere davvero... Per fortuna la sensazione che mi hanno regalato i suoi occhi non mi abbandonerà presto.
Credo decisamente che questa sia stata una delle settimane più felici della mia vita. Mi sono state affidate delle responsabilità sul lavoro che sto riuscendo a onorare, cercare di dare il massimo per fare le cose bene è davvero stancante, ma la soddisfazione che si ha quando inizia a delinearsi qualcosa di buono non ha prezzo
e senza mastercard. Ho passato ben quattro - quattro! - serate in brillante compagnia di un'amica sorprendente, e la cosa più bella è stato il non programmarle affatto. Oggi, a coronamento di tutto,
Vox se ne esce con la sua "proposta indecente e tutta da valutare"... ma cosa c'è da valutare in un week-end tutto matto a Londra? C'è solo da buttare due panni in uno zaino e chiedere "a che ora?" Non c'è quasi niente che regali serenità e gioia come l'amicizia, come lo sguardo di una persona che è disinteressatamente felice o dispiaciuta per te e insieme a te, come le risate complici e degli "anche tu?!? anche io!!" spontanei, come... come l'amicizia, e basta. Una parola da spendere con molta parsimonia, ma che bel suono quando la si può pronunciare. Riempie il cuore.
Ritengo di essere una persona fin troppo seria e noiosa, e di avere un disperato bisogno di imparare a esserlo meno. Di imparare a essere superficiale. E' solo che a quanto pare non sono capace: mi muovo nella frivolezza come un elefante in cristalleria... rompo tutto. Però ho bisogno di provare ad "alleggerirmi" non solo in senso metaforico, in effetti! perchè ci sono momenti in cui essere sciocchi aiuta tanto. Per questo chiedo scusa a chi si sente ferito dai miei tentativi di essere stupidina, se parlo troppo o troppo poco o male. Non è la mia intenzione, e mi dispiace profondamente che qualcuno resti deluso. In realtà io sono sempre quell'altra, quella seria, posata, con le palle, che non fa mai cazzate, leale, sincera, fedele fino alla nausea. Sono quella, spero. Ma ogni tanto mi vien voglia di sapere come ci si sente a comportarsi da sciocchi, a non dar troppo peso a quello che si dice. Ecco, ci si sente sciocchi. Forse non fa proprio per me.. Ma non lo dico per credermi chissà chi, è che anche per la superficialità, evidentemente, ci vuole il fisico. Io non ho il fisico per far nulla, tornerò a comportarmi nel modo che conosco e che dà problemi solo a me, almeno non ne dà agli altri. E chiedo ancora scusa a chi ci è rimasto male.
Se mi tocca formattare anche solo un'altra volta divento Attila.
Avvertenze: post da leggersi con una gran dose di leggerezza (o altrimenti detto, da non prendersi troppo sul serio). Le fantasie, per definizione, non sono reali. Sono solo sciocchezze, e per tali vanno prese. Sembrerà strano, ma anche io di tanto in tanto sono superficiale (ma che mi venga lasciata passare una volta...).
Avrei tanto voglia di strangolare in senso buono, almeno quasi del tutto una cara amica con la quale ho una rara sintonia. Proprio per via di quest'affinità lei è riuscita a mettere in parole e risate alcune mie stupide e per certi versi pericolose fantasie che mi sono seriamente impegnata a evitare sforzandomi di non pensarci e delle quali, ovviamente, non le avevo mai parlato. Adesso per colpa sua! mi si è insinuato di nuovo quel tarlo di cui pensavo di essermi liberata, e come le bambine delle medie sono qui a fantasticare su parole, silenzi e atteggiamenti, col cervello che mi dice di smettere di pensare all'impossibile e di non fare fesserie di cui pentirmi amaramente. Beh, finchè non fa male io fantastico, dopotutto chemmifrega? Può davvero far male?
Quello che mi preoccupa è il fatto che possa esistere un riassunto di tutte quelle qualità che sto cercando di lasciarmi alle spalle da almeno 10 anni, ma va beh, so' dde coccio.
Ho scoperto giusto oggi questo modo di abitare assolutamente assurdo ma di certo affascinante... Sicuramente ha un fascino ben diverso dalla solita rulotte o dal camper, che hanno un senso molto più provvisorio. Di cosa diavolo sto parlando? beh, potete andare a vedere
qui,
qui e
qui a spulciare un po' ci sono molte foto. Insomma, alcune persone, americani, che ve lo dico a fare, decidono di abitare in casette minuscole, spesso a due piani, ristrette ai limiti della legalità e se ho capito bene al massimo di 70 mq. Le più piccole sono su ruote, attrezzate per essere autonome dal punto di vista energetico, fognario e idraulico, gli spazi sono super-organizzati (anche se in molte non ci si può proprio girare), molti se la costruiscono da sé. Quello che mi piace è che se si vede un bel paesaggio ci si ferma e si vive lì. Avventuroso e talmente kitsch da diventare delizioso. Almeno ai miei occhi. E' tutto il giorno che ci fantastico sopra.
Milano è una gran città. Efficiente, precisa, pulita e ordinata. Anche quando piove, piove solo diritto, mai per traverso. Però. Non basta. Piove, e i sifoni dei terzi piani sopra le case editrici si riempiono d'acqua. Una tacca, due tacche. E poi il sifone esplode. Di sabato sera
metti che il sifone si fosse rotto le balle e volesse andare a fare un giro, che so io, in Corso Como. Così che tu arrivi in ufficio il lunedì mattina e ti ritrovi il soffitto fradicio per terra a creare una specie di pappetta informe
avete presente i cereali che rimangono troppo a mollo nel latte? eh, più o meno... e a spostare una decina abbondante di pc&monitor&balle varie in una specie di atmosfera surreale
roba da immaginarsi le tastiere stese ad asciugare appese agli stendipanni in giro per l'ufficio per ricreare una stanza "agibile" con la suddetta decina di pc e altrettanti lavoratori dietro... Bah, se tralasciamo il lato inquietante tutto sommato è stato pure divertente

Se e quando mi passeranno le foto dell'evento le pubblico!
Che bellissima giornata!! Un'
Amica mi ha portata a spasso per fiumi e laghi, una bellissima giornata all'aria aperta (e ci voleva davvero!). Sento ancora il caldo del sole sul viso, con la pelle piacevolmente solleticata. E poi l'Amica è una delle persone più spassose che io abbia mai conosciuto... E anche quella con in assoluto - in asoluterrimo!! - la migliore padronanza dell'italiano che io conosca. Il che rende i suoi racconti deliziosi anche solo per la scelta degli aggettivi

Insomma, grazie Amica
Ho fatto un sogno strano stamattina. Dopo la solita comparsa di Mr Jazz nel mio inconscio, la scena è cambiata di botto. Arrivavo a un concerto all'aperto (come spettatrice) molto in ritardo, quando stavano già smantellando tutto e il pubblico era andato via quasi tutto, a eccezione degli ultimi ritardatari che chiacchieravano a gruppetti. Mi sento chiamare da uno di questi e vedo una persona che è sparita dalla mia vita in uno schiocco di dita, ma che l'ha segnata più di molte altre... Insomma, questa persona - quest'uomo, è chiaro - mi saluta con grande affetto e sento quell'abbraccio con tale vividezza che mi sembra di sentirne anche il profumo, e mi invita a cena. Una cena ambigua, che cammina sempre sul confine tra attrazione e semplice confidenza. Sensazioni così chiare da farmi svegliare inquieta e perplessa, finchè non mi è tornato in mente il contenuto del sogno... E ho pensato: ma se questa storia risale a 10 anni fa quando diavolo smetterò di sognare Mr Jazz? A 45 anni? L'unica fortuna è che le visioni oniriche che lo riguardano sono molto più serene e non mi lasciano quella stramaledetta sensazione di incertezza addosso per giorni. Stupido inconscio.
Poi succede che ti incazzi, e allora stai decisamente meglio. Gh